domenica 7 febbraio 2010

Crostata "fiorivi sfiorivano le viole" ovvero libera interpretazione della crostata visciole e mandorle



In seguito ad un paio di discussioni avvenute sul forum di questo meraviglioso blog sulla famosissima crostata di visciole e mandorle del panificio ebraico Boccione al ghetto di Roma...ci siamo proposti di tentare di riproporre l'alchimia a casa...ovviamente nessuno è a conoscenza della ricetta eccetto che le signore proprietarie della piccola bottega nel cuore di Roma, la ricetta è un mistero infatti su internet si trova quella della crostata di ricotta e visciole, ma leggendo mi sono chiesta:"e le mandorle dove stanno??" quindi come spesso succede ci si basa sui ricordi e dato che il mio era un ricordo piuttosto lontano questo è il massimo che sono riuscita sfornare...




Cominciamo dalla confettura, come avrete ben capito trovare una confettura bio di visciole fatta bene e poco zuccherata qui a Malta sarebbe stato complicato, ho cercato, ma niente... e siccome non volevo piegarmi ad una confettura stradolce di ciliegie di ben più note marche, mi sono data da fare:Ma niente visciole fresche ovviamente, non è il loro periodo!!!!!Allora con che caspita sostituire queste visciole??Ho pensato che avevo bisogno di un frutto molto aspro, che contrastasse il dolce ripieno, e che fosse di stagione...trovo dei mirtilli rossi freschi e ne compro mezzo chilo...da qui la confettura che oltre nel sapore è molto simile anche nel colore...ho semplicemente fatto appassire i mirtilli sino a farli diventare una composta, ho aggiunto 100g di zucchero semolato e 50g di zucchero muscovado, ho fatto cucinare un altro pochetto e fatto freddare...l'ho tenuta in frigo sino al giorno dopo.


Veniamo alla frolla che ho preparato il giorno precedente. La frolla è un altro tasto dolente, se c'è poco burro in cottura si ritira e se c'è troppo burro la gente leggendo la ricetta esclama: "OH per bacco"!!!!!!!......purtroppo per le crostate io uso tanto burro, non mi piacciono le crostate con le strisce che si sono dissolte, e neanche i bordi che si abbassano troppo rispetto alla farcia, in più la frolla che uscirà dal forno sarà cedevole ma friabile e si manterrà tale anche nei giorni seguenti, è una sensazione che potrete capire soltanto quando taglierete la crostata. Altro effetto che odio in una crostata è quando tagliandola a fette la base e il bordo si infrangono in mille pezzi lasciando parti del ripieno orfane della loro crosta!!!!



vi lascio la ricetta:
300 g farina 00
200 g burro
100 g zucchero
1 uovo
Mischiare la farina e lo zucchero fare la fontana e spezzettarvi dentro il burro freddo, e aprirvi l'uovo...cominciare a sbriciolare tutto sfregando l'impsato tra le mani(sabbiare), quando il burro e la farina saranno ridotti a tanti piccoli pezzetti, a questo punto si può cominciare ad impastare, la frolla va impastata per poco tempo per questo prima si sabbia e poi si impasta altrimenti si rischia di ottenere un impasto elastico che in cottura risulterà poco frolloso!!!!!Impellicolare e tenere in frigo.....





Prepariamo il ripieno, che è stato anche il passo più difficile, inizialmente volevo fare una crema frangipane come quella della gallette du roi...ma poi avendo letto che in questa benedetta crostata ci andava la ricotta ho preferito fare una crema apposita, ho usato la base di mandorle della gallette, ma ho sostituito la crema pasticcera con la ricotta, l'esito?La crostata è venuta meravigliosa e non troppo dolce, certo non si può dire che sia la copia di quella del Panificio Boccione, ma comunque ha un suo perchè, la prossima volta però proverò mischiando alla ricotta soltanto le mandorle, lo zucchero a velo e le 2 uova evitando il burro....vi lascio la ricetta di questa versione in attesa di modifiche, la ricetta della crema di mandorle è stata presa da
La cuisine de Mercotte.
Crema di mandorle:
100 g di burro (originariamente erano 135 g)
160 g farina di mandorle di buona qualità, io ne ho messa 200 g
160 g di zucchero a velo
2uova
10 g di maizena
10 g di farina00 (ma la prossima volta eviterò le farine)
Incorporare al burro pomata, lo zucchero a velo e con le fruste mischiare il tutto, aggiungere la farina di mandorle, maizena e farina00 e le uova intere una per volta, quando sarà tutto ben amalgamato unire350 g di ricotta e frullare il tutto sino ad ottenere una crema liscia...io ho usato il frullatore ad immersione :-)......stendere la sfoglia di frolla e sopra a questa la farcia di ricotta e mandorle e poi uno strato generoso di confettura chiudere con delle strisce larghe di frolla e infornare a 180° per mezz'ora/40 minuti circa...
P.S. "fiorivi sfiorivano le viole" è una frase tratta da una delle più belle canzoni del grande Rino Gaetano
YouTube - sfiorivano le viole

giovedì 4 febbraio 2010

La strana coppia



Purtroppo il nero non è poi così nero, la sacca della seppia non era proprio ben fornita, ma comunque buonissimo tutto perchè superfresco e di stagione...la cosa che non avevo mai provato era per l'appunto l'abbinamento seppie/carciofi dato che mia mamma è una purista e non ha mai osato mischiare cose di mare con cose di terra, io che però purista non sono ho pensato che poteva essere un buon sodalizio tra i due elementi e devo dire che così è stato...l'unica cosa un pò fuori stagione è la menta....le tagliatelle(300g semola di grano duro e 3 uova) sono quelle fresche, le ho fatte più spesse del solito altrimenti sarebbero risultate un pò viscide con questo condimento...ovviamente mia mamma neanche vorrebbe assaggiare, anzi vi dirò di più se sul menù avesse letto "nero di seppia e carciofi" avrebbe detto al cameriere "mi scusi ma io preferirei senza carciofi", il problema è che magari gradirebbe pure, ma è più forte di lei,nessuna novità a meno che non è una sua sperimentazione....che vita dura che mi aspetta a casa che per quanto lo desideri questa è la cosa che mi terrorizza di più e cioè cercare di continuare a cucinare e mangiare come voglio io nonostante mia mamma e la sua fin troppo buona cucina.....
per la salsa al nero:
2 spicchi d'aglio ridotti a purea
1seppia pulita, spellata e con la sacca del nero integra
vino bianco
olio evo
peperoncino
250 /300g circa di salsa di pomodoro preferibilmente fatta in casa
Soffriggere in olio evo l'aglio e il peperoncino, aggiungere la seppia tagliata a pezzetti e sfumare con vino bianco, aggiungere la salsa di pomodoro e infine la sacca del nero, far restringere un pochetto e tenere da parte.....
I carciofi non sono stati mischiati al condimento , ma aggiunti al piatto soltanto ala fine...sono stati mondati e tagliati a fette, sbollentati in acqua leggermente salata e saltati in padella con pepe, olio evo, menta e il sale necessario....

lunedì 1 febbraio 2010

Un dolcetto dell'inverno: lo strudel di mele



Cosa c'è di più invernale di un dolce tipico di regioni fredde , siamo sempre in Italia, ma è l'Italia di confine, quella la cui identità si mischia con l'identità dell'Austria o della Svizzara, l'Italia più europea insomma....qui al sud invece baklava a volontà... a proposito ne mangerei volentieri qualcuno che pensandoci bene non ne mangio dai tempi in cui vivevo in Spagna...vi chiederete voi perchè lo strudel, lo strudel è facile da fare...che ci vuole...si compra la sfoglia e il gioco è fatto:NONONO!!!!!La pasta srtudel che vi presento è una signora pasta, è una meraviglia che mi è stata insegnata in quel corso che ho fatto qualche hanno fa....una di quelle per cui vale la pena sporcarsi le mani e qualche ripiano della cucina....preparare farcia e impasto qualche ora prima così che la pasta possa distendersi e il ripieno raffreddarsi completamente...

L'impasto:
300 g di farina 00
50 g zucchero
1 uovo
75 g burro pomata
1 pizzico di sale
latte tiepido q.b. (ne basterà veramente poco)
Mischiare farina, zucchero,sale e fare la fontana e al centro spezzettarvi il burro e l'uovo, aggiungere un goccio di latte e impastare e impastare, l'impasto deve essere elastico, quando lo tirate deve allungarsi non stracciarsi come una frolla impellicolate e lasciate riposare in frigo per qualche ora.....
Intanto preparare il ripieno:

tagliare le mele a fette metterle in padella con un poco di zucchero, cannella, uvetta ammollata nel rum e pinoli e qualche pezzetto di burro saltarle ma non fatele ammollare troppo devono comunque essere sode...poi considerate che verranno cotte in forno. Fare raffreddare completamente. A questo punto potete tirare la pasta al mattarello, ma io preferisco la nonna papera, la stendo a 4 e cerco di darle una larghezza quanto tutto il rullo della nonna papera....posizionare la sfoglia su carta da forno mettere il ripieno in posizione centrale e all'estremità di un lembo (dalla parte lunga) spennellare con albume, arrotolare così che l'albume possa funzionare da collante, spennellare la superficie con altro albume e spolverare con zucchero a velo, infornare in forno preriscaldato a 180° per 15 minuti circa, accompagnare con crema inglese o con una crema pasticcera liquida aromatizzata con amaretto....

venerdì 29 gennaio 2010

Germogliamo??????


Questa ricetta risale a qualche mese fa, ma nonostante sia passato del tempo....faceva ancora molto caldo infatti, è una pasta di cui vado fiera, avvicinarsi alla cucina di un altro paese non è semplice anche perchè non sai mai (a meno che non l'hai provato) che sapore debba avere quello che stai preparando...e diciamoci la verità, in Cina o in Giappone pensate che realmente si cucina quello che cucinano i ristoranti asiatici sotto le nostre case?????Io credo di no...almeno forse qualcosa alla larga, ma in genere si seguono le tendenze di mercato per cui magari si tende ad occidentalizzare il cibo proprio per renderlo più piacevole ai nostri palati non abituati a quel tipo di dieta.....comunque, da poco ho scoperto una cosa fantastica e cioè il Miso con il quale si possono preparare dei brodi meravigliosi o delle zuppe... dopo aver letto un paio di etichette ho optato per questa marca mi sembrava la migliore dato che sulla confezione vi è scritto UMPASTEURISED il che significa che le proprietà degli enzimi ,termolabili, non hanno subito alterazioni dovuti ai processi di pastorizzazione....e non lasciatevi ingannare dalle marche da supermercato, potete trovare tanti pacchettini con delle buste monoporzione di "miso"...appena leggete la frase"dopo l'apertura della busta consumare il contenuto entro 2/3 giorni..." potete anche lasciarlo sullo scaffale...il miso essendo un prodotto ricco di sale si mantiene a lungo e quando dico a lungo intendo per molto tempo non per un paio di giorni, il miso inoltre è una pasta, sembra pongo e se è in busta magari un po liquida premuratevi di leggere gli ingredienti, vi accorgerete che oltre ad avere coloranti e "aromi" contiene anche estratti di pesci vari....anche in questo caso lasciate perdere, non è quello che stavate cercando, il miso è assolutamente vegetale...quindi la cosa migliore è recarsi in un negozio bio o in un'erboristeria ben fornita e dare un'occhiata attenta....insomma riprendiamo il filo....poi c'è la questione dei germogli, per ora va tanto di moda il Germogliatore...certo è un'arnese very cool, utile...ma costa sui 20 euri credo, e onestamente da piccoli tutti abbiamo fatto fatto germogliare le lenticchie...quindi qui potete trovare tutte le indicazioni necessarie per fare degli ottmi germogli o potete fare, se ne avete la voglia, come ho fatto io "all'antica" e cioè dopo aver tenuto a bagno i semi per una notte li ho messi sul cotone idrofilo umido e ho aspettato qualche giorno....ricordatevi che il miso va sciolto in acqua tiepida e quando lo usate per una pasta unitelo solo alla fine per saltarla....ho usato la Soba che è un tipo di pasta fatta con farina di grano saraceno con una consistenza ed un sapore veramente buono....ho sbollentato verdurine colorate, ho saltato la pasta con le verdure e il brodo di miso, ho pepato ed infine ho unito i germogli crudi...bunissimissimi questi germogli di lenticchie....e non preoccupatevi se qualcuno vi scambierà per pazzi vedendo i piattini con i semi...dopo aver assaggiato i germogli capiranno!!!!Mi raccomando evitate i germogli che trovate al banco verdura dei superm. chissà da quanto tempo stanno li, poca gente li compra, anche perchè in genere sono molto costosi rispetto al peso, e poi perchè il tempo di giacenza fa perdere tutte quelle proprietà meravigliose tipiche dei germogli appena colti....



giovedì 21 gennaio 2010

I ritagli e il riciclo....



Lo so che sono noiosa...ancora pasta, è vero, l'altra volta volevo fare un secondo (giuro): "ma non ho trovato l'agnello" e quindi ho ripiegato su un finger...stavolta per necessità e guidata dal buon senso del riciclo, ho usato salmone e tonno in piccoli pezzi, che mi sono avanzati da un sushi, degli scarti troppo piccoli per un maki ma ancora gustosi per una pasta, e dato che non avevo intenzione di buttarli, ne ho approfittato per fare questo ragù...ovviamente non è pranzo se non uso pasta fresca...ma alla fine me lo concedo, perchè solo nei giorni liberi posso cucinare quello che voglio e come voglio, quindi mi viene facile facile coccolarmi un pochettino...questi sono gli ultimi, confusi giorni maltesi, quindi si lavora di più, si pensa di più, ci si stressa di più, e ricominciare di nuovo diciamo che mi scombussola , e non poco, e così tutte le attese e le speranze, le preoccupazioni si fanno sempre più vicine, ma come sono solita fare guardo troppo avanti, e non mi rendo conto che le cose bisogna viverle giorno per giorno...altrimenti la testa mi si riempie di previsioni sbagliate...bene, momento tristezza a parte...ecco la ricetta della pasta:

300 g farina di semola di grano duro
3 uova
1 pizzico di sale
Impastare per bene e avvolgere la pasta nella pellicola e far riposare in frigo per una notte.

Per la conza (tutto è approssimativo):
salmone e tonno freschi tagliati al coltello come per una tartara
aglio
olio evo
finocchietto selvatico
bisque di gamberoni
(io l'avevo surgelata, ma per una salsetta veloce potete soffriggere qualche pomodorino in olio evo,sta bene uguale)
pistacchi tritati al coltello
sale e pepe
vino bianco

Far soffriggere l'aglio tritato e quasi ridotto ad una purea nell'olio evo, aggiungere il finocchietto e il ragù di pesce, sfumare con il vino e unire la bisque, aggiustare di sale e pepe, far restringere pochi minuti e togliere dal fuoco, quando la pasta sarà pronta saltarla nel condimento e cospargere di pistacchi tritati....