lunedì 25 febbraio 2013

Pranzo alle otto si espande con gli interventi della nutrizionista Renata Lanzino




Non c’è alcun dubbio che il buon cibo sia uno dei piaceri della vita; ed è talmente un piacere che, in questa parte del mondo, si esagera e, ad oggi, le persone di peso “normale” sono numericamente tante quante quelle in sovrappeso o obese.
E così spendiamo un mucchio di denari per dimagrire, in pillole, cosmetici, nutrizionisti, chirurghi, ecc; e, come se non bastasse, ci ammaliamo di più di malattie tumorali, cardiache, dismetaboliche (infarti, ictus…): pensate che all’incirca il 40% dei tumori si può prevenire con una corretta alimentazione, e all’incirca nella stessa percentuale si possono prevenire le malattie cardiovascolari e dismetaboliche; inoltre, tumori, malattie cardiovascolari e dismetaboliche, insieme, rappresentano all’incirca l’80% e più delle cause di morte in tutto il mondo, oltre a costringere a terapie lunghe, spesso croniche, molto costose e gravate da effetti collaterali invalidanti.
Può valere la pena, allora, mangiare un po’ meno, ma soprattutto un po’ MEGLIO se, sull’altro piatto della bilancia, mettiamo salute, benessere, miglioramento della qualità e della durata della vita.
Questo equivale a fare PREVENZIONE: credo profondamente nel valore della prevenzione, che si fa anche con una corretta alimentazione ed avendo dei corretti stili di vita; ed una alimentazione corretta dal punto di vista nutrizionale deve esserlo anche dal punto di vista gastronomico!
Ecco spiegato il ruolo della mia collaborazione nel blog di Michela, ottima chef attenta alla qualità delle materie prime, consapevole dell’importanza di un giusto “trattamento” di queste materie prime, con attenzione ai grassi “buoni”, al giusto apporto di oligoelementi, vitamine e fibre, e la giusta attenzione alla bontà del piatto finito, che rallegri il palato, ma anche la vista e l’olfatto!
E così insieme scopriremo che “dieta” non significa monotonia e mortificazione; che è fondamentale imparare a fare la spesa leggendo le etichette di composizione dei cibi che acquistiamo al supermercato; che si può mangiare bene, anche fuori casa, e non ingrassare; e che la magia del cucinare può essere divertente e contagiosa! A presto
Renata Lanzino

giovedì 31 gennaio 2013

Le chiacchiere di Nino


Nonostante sia a casa un po' malaticcia, qualcuno in questi giorni è venuto a trovarmi portando aria di festa e spensieratezza in queste giornate che passano indolenzite come il mio braccio..quel qualcuno è Nino, un ragazzo che l'estate passata ha terminato la scuola del Gambero Rosso di Roma (scuola che ho avuto il  piacere di frequentare anche io, ma ormai un paio di anni fa) e che ha fatto un piccolo stage nel ristorante in cui lavoro. Come vi dicevo qualche post fa, da settembre il gambero rosso ha aperto anche a Palermo ed io tengo delle lezioni di cucina amatoriale (sono attivi al momento soltanto questo genere di corsi), a Nino, che sembra bruciare le tappe, è stato affidato il corso di dolci di carnevale, per cui com'è di giusto e regola è necessario provare delle ricette al fine di poter offrire ai corsisti una formula perfetta sotto ogni aspetto. Così Nino ha deciso di provare i dolcetti sotto la mia attenta supervisione...a fine giornata quello che il giovine è riuscito a produrre in maniera eccellente sono state delle chiacchiere chiacchierosissime, le castagnole seguendo una ricetta di Massari e la palermitanissima pignoccata a cui sono molto legata!!!La pirma ricettina di questo percorso carnevalesco prevede per l'appunto le chiacchiere chiamate in mille altri modo in mille altre parti d'Italia!!!!

Cu mancia fa muddiche su tovagliette greengate

250 g farina 00 rosignoli
100 g vino bianco
30 g zucchero
1 cucchiaino di strutto o burro
1 pizzico di sale
olio di semi di arachidi
molto zucchero a velo
Versare tutti gli ingredienti in una bowl e mescolare energicamente, impastare fin quando l'impasto non risulti omogeneo. Avvolgerlo con la pellicola e lasciare riposare qualche ora in frigo. Versare l'olio in una pentola capiente, le chiacchiere devono essere fritte in olio profondo o come dicono gli inglesi deep fried...e portate la temperatura dell'olio a circa 160°....nel frattempo cominciate a stendere la sfoglia su  un piano infarinato con un mattarello o con la nonna papera e tirate una sfoglia sottile, tagliatene dei cenci e immergeteli nell'olio...lasciate dorare le chiacchiere e trasferitele in un piatto con carta assorbente, una volta fredde cospargetele di zucchero a velo.....

Cu mancia fa muddiche su tovagliette greengate

lunedì 21 gennaio 2013

Baked CheeseQuarkCake


Risale a qualche tempo fa...lo ammetto, ma riguardando le foto mi sono chiesta perchè c'avessi messo tanto a postarlo, e dato che sto cercando di sfruttare al meglio i miei "ritagli" di tempo, ho approfittato del fatto che riguardandola mi fossi fatta prendere dall'entusiasmo e proporvi questo baked cheesecake. Lo so che le fragole non sono di stagione, ma ovviamente possiamo sostituirle con qualsiasi altro frutto invernale :-( oppure con dei frutti di bosco o fragole surgelate :-) sicuramente più vispe... esteticamente parlando...

per la base:
150 g biscotti digestive
50g burro sciolto
frullare i biscotti in un cutter , versare le briciole in una bowl e aggiungere il burro. Versare l'impasto all'interno di una tortiera o anello  e mettere in freezer a freddare.

per il cheesequark:
250 g quark
150 g formaggio spalmabile o mascarpone
200g cioccolato bianco
2 uova
30 g di zucchero
Lavorare i formaggi assieme allo zucchero, unire il cioccolato bianco sciolto e le uova, versare dentro l'anello  con la base di biscotto e infornare a 150° -160° per quaranta minuti circa.
La salsa è una cosa che faccio ad occhio, per cui metto una busta di fruttini surgelati in una casseruola e aggiungo pochissimo zucchero faccio cucinare sino a far evaporare una buona parte dell'acqua e lascio freddare.

sabato 19 gennaio 2013

Roba da...forno a legna




Mi sono sempre chiesta quale potesse essere l'esito dei miei intrugli utilizzando un forno a legna, mi sono sempre chiesta se i miei impasti sarebbero usciti fuori brutti come quelli di tante pizzerie oppure buoni come quelli di poche altre...finalmente qualche tempo fa, presa dal coraggio e dalla voglia di scoprire tutto questo mi decisi a preparare un po' di impasto destinato alla causa "il mio lievito madre funzionerà anche con la pizza tonda?"...la mia preoccupazione era per l'appunto lo sgonfiamento in fase di stesura, e devo dire che questa cosa mi continua a terrorizzare, ogni pizza che viene preparata(perchè non le stendo io) per me è come se fosse l'unica a cui badare per cui capita spesso che mi ritrovi davanti al forno a scongiurare cattive riuscite e conseguenti pessime figure






La squadra di pizzaioli casalinghi che ogni tanto si riunisce in case fornite del suddetto forno, è ben assortita e superefficiente...le volte a cui ho partecipato a tali riunioni, a preparare gli impasti siamo stati in due:io mi sono occupata degli impasti a base di lievito madre, il mio amico Vincenzoinvece, con anni di esperienza alle spalle in questo campo, ha fatto la pizza a lievitazione lunga usando piccolissime quantità di lievito di birra, oltre ad occuparsi della stesura delle pizze. Per completare PIppo ed Ezio, al taglio degli ingredienti e pieni di coraggio anche fautori di pizze...


Mani in pasta con farine Rosignoli



Pane e pizza...cioè quello da cui ho cominciato, ricordo quando nel lontano 2006 lessi per la prima volta del lievito madre su senza panna, e devo dire che quasi subito mi interessai all'argomento cominciando a provare e riprovare impasti e tecniche sino a rasentare quasi la follia, ricordo anche la cura che mettevo nell'accudire il mio lievito,e che per qualche mese il mio unico pensiero fu soltanto farlo stare bene...discorsi un po' fuori dalla ragion comune, ma chi ha un lievito madre da tanti anni sa perfettamente di cosa io stia parlando...insomma diventa quasi uno di famiglia, un bambino a cui badare costantemente :-)



Per la pizza al piatto:
500 g farina per pizza Rosignoli
250 g farina manitoba Rosignoli
250 g farina di semola di grano duro
20 g di sale
50 g di olio evo
300g lievito madre
600 g acqua a temperatura ambiente
mescolare le farine, unire il lievito e l'acqua, aggiungere via via l'olio evo e il sale, riporre tutto in una bowl e lasciare lievitare per 24 ore in frigorifero. Il giorno dopo qualche ora prima di cominciare ad infornare le pizze, rovesciare l'impasto sulla spianatoia infarinata e suddividerlo in 10 pezzi senza impastare, trascorso questo tempo cominciare a stendere le pizze e condirle con quello che più vi piace oppure infornare le pagnotte di impasto lievemente allargate in modo da ottenere le muffolette da tagliare e farcire successivamente alla cottura.




martedì 30 ottobre 2012

Basta un poco di zucchero e...


Negli ultimi due giorni credo di avere bevuto una quantità di tisane incredibile, alcune di queste sono state direttamente intrugliate da me medesima nei momenti di più totale sconforto, dato dallo stato febbricitante causato dall'influenza che arrivata assieme alle prime gocce d'acqua e mescolato all'ansia di non potere fare la lezione imminente: il che, come potete ben capire, è abbastanza tragico perchè lo stare in mezzo alla gente va a braccetto con uno stato fisico- mentale SANO..cosa che in questi giorni è venuto meno per una serie di motivi che hanno prodotto reazioni a catena di preoccupante entità...in fin dei conti "basta un po' di zucchero e la pillola (di paracetamolo)va giù"..

Ai dolci farina rosignoli per dolci e sfoglie
Così la marcia a tappe forzate di questi giorni ha avuto in menù tisane allo zenzero e pepe di sechuan, zenzero e chiodi di garofano (nel tentativo di addormentare la gola),e vari tea kusmi tra cui sweet love tea vinto nel contest di vera- la poesia del cioccolato nel lontano aprile 2012...capite i miei tempi di azione-reazione causati da un lavoro che rapisce l'anima e i sogni propri? Piccola nota polemica: c'è un sacco di gente che gioca a fare il cuoco..la cosa che mi preme dire è che il gioco è totalmente diverso(per quanto ci si possa credere) dalla dura realtà che si vive dentro un ristorante, non basta infilarsi una giacchetta da cuoco per esserlo, oltre al gene (per quello non ci si può fare niente purtroppo) ci vogliono anni di esperienza, di lavoro duro e faticoso..insomma tutta un'altra cosa rispetto alla realtà ovattata che vive molta gente nella convinzione che "il cuoco"sia il mestiere più cool del momento...


Così lontana dalle eccedenze di tempo, posto una sanissima e friabilissima nonchè semplicissima frolla..ma anche nobilissima aggiungerei!!!:-)
100g zucchero
100 g burro
200 g farina 00 rosignoli per dolci e sfoglie
40 g uovo
sale
Tagliare il burro a cubetti, mescolarlo alla farina, allo zucchero e al sale, unire le uova e continuare a mescolare velocemente. Lasciare riposare l'impasto in frigorifero per un paio d'ore, stenderlo e formare i biscottini, oppure le basi per le crostate..infornare a 180° per 10- 15 minuti.